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Nous sommes tous Charlie Hebdo

Posted by Hescka On gennaio - 8 - 2015
Nous sommes tous des Charlie HebdoSuccede a Parigi: Ieri alle 11.30 del mattino un commando di due uomini ha assaltato con l'intento di uccidere la sede parigina di Charlie Hebdo, il giornale satirico della sinistra francese che più volte si era scontrato  - viso aperto e matita in mano - contro la cultura di censura imposta dalla Shariʿah. In effetti quella di Charlie Hebdo non era una crociata, il giornale satirico riteneva, e in questa credenza era supportata dal fatto di essere francese (perché i francesi hanno questo fortissimo senso di aver lottato per la libertà, è che quindi ora la stessa faccia parte della loro identità) riteneva il giornale - il suo direttore e i suoi vignettisti - che in un paese libero si possa ridere e sfottere chiunque, che mettere in evidenza i punti deboli di qualcosa con la satira fosse opera nobile, che far ridere e insieme pensare fosse una causa per cui combattere, una causa così nobile che nemmeno le molte minacce ricevute potevano fermare. Ieri due fratelli francesi, nati a Parigi anche se di genitori algerini hanno posto brutalmente fine alla vita di 12 connazionali inermi per testimoniare il loro disaccordo su questa teoria che si può, si deve poter ridere di tutto. Sono entrati armati di fucile, vestiti di nero, hanno chiesto dove trovare le vittime designate e hanno scaricato una pioggia di pallottole sui loro corpi e sulle loro idee. I loro corpi sono caduti esanimi, le loro idee hanno iniziato a spargersi per il mondo, insieme alla notizia della carneficina, amplificandosi, diventando globali. I due francesi accusati dell'attentato hanno studiato nelle scuole francesi la millenaria storia del loro paese, avranno amici francesi e sono cresciuti impregnati di quella "grandeur française" che si respira oltralpe. Poi un giorno hanno lasciato la Francia e sono andati nello Yemen per addestrarsi ad uccidere ed a costruire bombe, cose che non hanno nulla a che fare né con la Liberté, né l'Égalité neppure con la Fraternité. Hanno girato le spalle al loro paese e in Francia sono tornati con l'unico intento di fare una strage. Il popolo francese ha risposto alla barbaria scendendo in Place de la République, quella dove c'è la loro Marianne, in silenzio, muniti di matite e orgoglio. E', a mio parere, la risposta migliore che si potesse dare e dimostra come il popolo francese sia legittimamente e con fierezza legato ai valori espressi dal suo motto.   clicca per vedere le immagini ingrandite
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  Si sollevano molte questioni adesso. Ci sono quelli che dicono: "non soccomberemo, combatteremo con ancora più satira" ma sono discorsi da vittima, da chi cerca di resistere ma ormai si sente sotto assedio. Ci sono quelli che dicono: "reagiremo, cambieremo leggi e stato, addosso ai mussulmani" ma sono discorsi di guerra, e se in guerra siamo dall'altra parte c'è un esercito che si prepara con le armi mentre noi siamo un esercito di persone che lottano per avere un lavoro ben retribuito, una famiglia, una vita appagata. E' uno scontro di civiltà dicono molti da molto. Oggi il mondo s'interroga impotente. Domani questa impotenza in Francia potrebbe trasformarsi in rabbia, rabbia pacifica ma decisa e incanalata nei voti all'estrema destra francese e all'astro nascente della politica nazionale Marine Le Pen, rabbia sottile e strisciante con una chiusura ancora più risoluta e ingiusta verso i mussulmani (che in Francia sono il 7,5% della popolazione quasi tutto stipato nelle banlieue già da tempo pronte ad esplodere). Potrebbe anche avere il sopravvento l'idea pacifica della Francia millenaria per cui è essenziale rimanere in pace, aperti e liberi, ma questo atteggiamento è pericoloso considerando che una delle due fazioni si considera comunque già in guerra (si arma, si addestra, si carica d'odio ad ogni passo e uccide spesso, finora, impunemente). E' auspicabile trovare una soluzione globale, vedendo finalmente l'Europa diventare granitica e alleata con USA, India, Giappone, Sud America. Con chi ci sta a creare una forza economico-politico capace di garantire una soluzione politica in grado di permetterci di vivere in pace. Ma qui la questione si complica perché i nostri antagonisti dimostrano non voler vincere ora e subito. Il loro è un assedio non una battaglia. Sono due mondi che si confrontano e forse davvero questo è l'inizio di un grande scontro di civiltà. Questo 2015 è iniziato in maniera funesta e soffiano nei venti di cattivi presagi, ma questa testata in generale e io in particolare siamo convinti che tocca a noi riprenderci il nostro futuro. Questo è quello che spero faremo domani. Oggi noi tutti ci stringiamo intorno alla redazione di Charlie Hebdo - capro espiatorio consapevole - siamo vicini alle famiglie dei defunti, ai francesi costretti ad avere paura nelle loro case e a chi crede che la liberà di stampa e d'espressione sia un caposaldo della nostra civiltà.  E se di scontro di civiltà si tratta, noi vorremmo che a vincere siano l'educazione e il rispetto e mai la paura.   Colpire la satira: L’umorismo è frutto di fantasia e creatività, se ci aggiungi pensiero critico ecco che diventa satira. La satira usa l'ironia come arma di deflagrazione verso i nostri pensieri. La satira ha come caratteristica quella di essere dissacrante, irriverente e i suoi destinatari sono molteplici. Ridere è uno dei nostri piaceri più puri, "fa buon sangue". La satira però del ridere ne fa una cosa seria, fedele al motto di Baudelaire: « Le Sage ne rit qu'en tremblant » (Il saggio non ride se non tremando) e con la convinzione che comunque una risata salverà il mondo. Molte vignette sono state dedicate al massacro di Charlie Hebdo. Abbiamo raccolto quelle che ci piacevano di più  "In memoriam" delle  vittime Stephane Charbonnier, alias Charb, vignettista e direttore; Georges Wolinski, vignettista; Jean Cabut, alias Cabu, vignettista; Bernard Verlhac, alias Tignous, vignettista; Philippe Honorè, vignettista; Bernard Maris, economista ed editorialista; Elsa Cayat, psicologa e giornalista; Michel Renaud, ex consigliere del sindaco di Clermont Ferrand; Mustapha Ourrad, correttore di bozze; Frèderic Boisseau, addetto alla portineria; Franck Brinsolaro, poliziotto; Ahmed Merabet, poliziotto.      

Hescka Sagred è H-esse

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